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Al Pd la sinistra non piace…

Manifestazione del 19 Gennaio, fermiamo gli sgomberi e il cemento di AlemannoEnnesima caduta di stile del segretario del Pd VIII, Andrea Sgrulletti, che chiude definitivamente le porte alle forze di sinistra. La sinistra di tutta risposta diventa ‘choosy’.

“Che esista in Italia una certa sinistra dalla radicata vocazione minoritaria, che si bea di piacere a pochi pur di piacere a se stessa, non è evidenza di oggi. Questa sinistra disprezza visceralmente ogni tentativo di interpretare la società privilegiando le sfumature di colore rispetto al contrasto cromatico. Essenzialmente, disprezza noi democratici, tanto da preferirci, in fondo in fondo, le forze di destra, che concepisce altrettanto come nemici, ma almeno senza maschera! Penso che una distinzione netta in termini elettorali tra noi e questa sinistra sia non solo opportuna, ma doverosa. Ritengo tuttavia che occorra essere conseguenti anche quando le elezioni politiche sono lontane e in questo senso penso che abbiamo avuto qualche pecca: penso a certe banalizzazioni intorno al concetto di vocazione maggioritaria, ad alcuni aspetti del nostro rapporto con certi “movimenti” e ad alcune scelte insensate e fuori tempo sulle scelte relative ai rimborsi elettorali e alla composizione dei gruppi nelle assemblee elettive”. Sono le parole del segretario del Pd municipale Andrea Sgrulletti.

A rispondere Monica Natali, portavoce della Federazione della Sinistra VIII Municipio: “La sinistra di cui il signor Sgrulletti ha tanto ribrezzo, al contrario del centrosinistra da lui rappresentato, ha probabilmente un’ altra interpretazione delle storture e dei problemi della società moderna rispetto alla sua e soprattutto ha delle altre idee e proposte per dare risposte a quella parte di società che subisce in maniera feroce le conseguenze della crisi economica. E non è una sinistra daltonica, semplicemente ritiene che ha davanti a sé forze politiche che con i propri atti concreti hanno finito per somigliarsi un po’. Le forze politiche che rappresentano la destra sono nostre nemiche ovviamente e tralasciando il giochino stucchevole del “se non sei con me sei con loro”, chiederei al centrosinistra perché non abbia voluto avere un’ interlocuzione con Rivoluzione Civile richiesta più volte. Chi è quindi che fa il gioco della destra che si chiami Berlusconi oppure Monti?”.

Non da meno il commento del Movimento Articolo 0: “Per nostra cultura siamo abituati a dialogare con tutti, certo che confrontarsi con la parte del Pd rappresentata da Sgrulletti diventa davvero difficile. Una parte del Pd che ha praticamente perso su tutta la linea: 3 consiglieri rimasti, uno dei peggiori risultati di Roma alle primarie del Pd, piazze vuote ai loro eventi, se non i soliti noti, Lorenzotti che siede tranquillamente sulla sua poltrona e che continua, nonostante tutto, a nominare assessori, quattro sfiducie andate a vuoto e un Municipio che risulta penultimo nella possibilità di vittoria rispetto al centrodestra alle prossime elezioni. Con questi dati, ci sembra che il Pd sia quantomeno arrogante e presuntuoso. Dovrebbe aprire invece che chiudere. Anche se dobbiamo riconoscere che il segretario non ha poi tutti i torti: come può una forza di sinistra pensare di dialogare con chi ancora oggi continua a sostenere quei poteri forti che stanno devastando il nostro Municipio, la nostra città e il nostro Paese? Nonostante le parole di Sgrulletti, il Pd, per non perdere l’elettorato di sinistra dal quale proviene e che oggi disconosce, una capatina da quella parte è stato costretto a farla (SEL), uno specchietto per le allodole per gli ultimi ‘compagni’ del Pd che con questo matrimonio si sentiranno più sicuri. Una sicurezza che svanirà quando il Pd, come più volte dichiarato dagli esponenti nazionali, si siederà al tavolo con Monti. Secondo questa analisi appare ovvio e scontato che “una certa sinistra” non possa collaborare con chi sposta il suo asse verso il centro. Guardando poi gli esponenti locali del Pd, è quanto mai doveroso che le strade da intraprendere siano diametralmente opposte”.

Federica Graziani

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