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Addio antenne selvagge: il Comune approva il Piano Regolatore

antennaLa Giunta capitolina ha varato il provvedimento contro il posizionamento indiscriminato delle stazioni radio base nel territorio comunale. Saranno previsti anche un osservatorio territoriale, un registro cittadino e controlli più approfonditi dell’Arpa.

L’invasione delle antenne potrebbe presto avere i giorni contati. È delle ultime settimane l’annuncio del Campidoglio sull’approvazione del “Piano Regolatore” degli impianti telefonici. Eravamo ormai abituati al dominio indiscriminato delle compagnie di telefonia mobile, che hanno completamente colonizzato le periferie romane. Le richieste di installazione piovevano negli uffici dei 15 Municipi e gli Amministratori non riuscivano a trovare una soluzione. Il 15 maggio è arrivata la svolta: con una larga maggioranza ai voti, l’assemblea capitolina ha dato via libera alla delibera sulla regolamentazione delle installazioni delle stazioni radio base. Il provvedimento, a prima firma della Consigliera comunale Gemma Azuni (Sel) e del Presidente della commissione Ambiente, Athos De Luca (Pd), sembra rivoluzionare il sistema delle comunicazioni telefoniche nella Capitale. Sono vietate le installazioni degli impianti su siti sensibili come ospedali, case di cura, scuole, oratori, orfanotrofi, parchi giochi, ma anche su edifici costruiti abusivamente. In questo caso le antenne già esistenti verranno delocalizzate. Gli impianti dovranno essere installati preferibilmente su aree libere, se possibile non edificate o a carico urbanistico basso, su immobili per attività commerciali o grandi complessi alberghieri. Per limitare l’esposizione della popolazione – ancora inconsapevole dei danni reali che potrebbero essere provocati a causa della mancanza di studi approfonditi – il Comune punta al cositing, ovvero all’accorpamento di strutture comuni di supporto in aree non densamente popolate e alla collocazione sugli edifici più alti in un gruppo di palazzi vicini. Inoltre è stata prevista la creazione di un piano territoriale della telefonia mobile, la costituzione di un registro cittadino delle antenne e di un osservatorio sull’inquinamento elettromagnetico.

Questi nuovi organi, nati su istanza dei cittadini sempre più allarmati dal proliferare indiscriminato, dovrebbero favorire maggiore trasparenza sulla materia così delicata. Verrà anche istituito un “piano antenne” sul web e posizionate sul territorio delle centraline per la misurazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, i cui risultati saranno periodicamente resi pubblici e consultabili online dai cittadini. Le aspettative sono alte: con gli studi potrebbero essere finalmente messi nero su bianco i danni reali e le possibili correlazioni con l’insorgenza continua di tumori nelle zone maggiormente interessate. L’iniziativa è di sicuro un passo avanti nella lotta all’elettrosmog, contro cui la popolazione romana si batte da anni. Eppure molta strada dovrà ancora essere percorsa. Al provvedimento dovranno essere destinate risorse economiche, umane e logistiche cui il Comune dovrà sostenere i costi. Chi controllerà se l’Arpa e gli organi capitolini svolgeranno al meglio il loro lavoro? Le aspettative si mescolano alle incertezze. Melissa Randò

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