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Action, parla Paolo Armilotta

Affronta la questione della mancanza di case popolari e delle soluzioni del movimento per far fronte all’emergenza abitativa.
L’occupazione dell’invenduto ha sorpreso tutti, Action compresa, che da tempo rifletteva sulla questione: tanti edifici invenduti e troppa gente senza alloggio. Lo scoppio della bomba di via Turoldo, secondo le parole di Paolo Armilotta è stata inevitabile.
Come è nata la questione Ponte di Nona?

Paolo Armilotta

Paolo Armillotta

L’esperienza di Ponte di Nona è molto particolare: sono arrivato in questo municipio quando mi hanno assegnato casa a Rocca Cencia. Avendo una mente aperta è ovvio che ho osservato la situazione: i figli degli occupanti degli anni ’85-’90, che conoscono i movimenti e la questione della lotta per avere casa, si sono incontrati per organizzarsi per portare avanti la stessa cosa. Hanno visto le case private e hanno fatto da soli, proprio mentre i movimenti discutevano della situazione politica dell’invenduto. E’ interessante che il gruppo non si è sfaldato e ancora partecipano alle assemblee. Dal centro commerciale ci siamo trasferiti nella sede della DataCoop a Ponte di nona e a Largo Mengaroni: sono stati aperti degli sportelli per fare un censimento delle persone con emergenza abitativa. Pensiamo che sia inutile la domanda al bando ma che va fatta per far rendere conto le istituzioni di quante persone sono.
Vengono controllate le consegne degli alloggi?
Per avere assegnata una casa devi avere dei requisiti. Non essendoci controlli vengono fuori cose strane come la compravendita o il passaggio da padre a figlio. Ma non c’è controllo: sarebbe necessario buttando fuori chi non ha diritto, così si potrebbero recuperare molte case. Non però come vogliono fare a Tor Bella Monaca rimettendo dentro solo chi ha il “loro” diritto: i 10 punti. Va rivisto proprio il diritto. E noi del movimento siamo per i controlli seri, andando a stanare chi non ne ha e non solo in periferia: al Laurentino, a Trastevere e al Flaminio, dove vai a toccare interessi grossi.
Come può essere risolta l’emergenza abitativa con l’invenduto?
Pensiamo che siamo arrivati ad un punto nel quale ci sia una costruzione selvaggia: qualcosa deve accadere. Serve una trattativa con le istituzioni. Ma non come a Rocca Cencia dove sono state vendute a prezzo esagerato. E nemmeno con la storia dei residence dove il comune paga anche 1800 euro per 12 mq quando la Cassa geometri ha centinai di abitazioni sfitte a 800 euro. I bonus affitti li hanno tagliati : sembra che non solo non vogliano risolvere la cosa, ma che per qualche gioco speculativo tentino di peggiorarla. Noi dei movimenti cerchiamo una cosa nuova: fare qualcosa dei palazzi nuovi che costruiscono. Il presidente dei costruttori romani non ha chiamato le amministrazioni, ma i movimenti, Andrea Alsetta (Tarzan) per un appuntamento perché si è spaventato per l’occupazione. Idem per l’occupazione di Anagnina.
Jessica Santini

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/action-parla-paolo-armilotta/

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