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A rischio 70 lavoratori OSS: scattano le proteste al Policlinico Tor Vergata

ptv01 ptv02 ptv03Taglio del personale e diritto alla salute in pericolo: questo è il quadro desolante di un sistema sanitario che cade a pezzi. 

Sono 70 i lavoratori in pericolo e 70 le famiglie che rischiano di essere ridotte sul lastrico. Numeri pesanti descrivono la gravità dei prossimi tagli, operati all’interno del Policlinico Tor Vergata, che rischiano di danneggiare il servizio sanitario, già fortemente colpito, e tanti lavoratori. Questa volta è il personale ausiliario e gli OSS (Operatori Socio- Sanitari) – supporto infermieristico che opera all’interno dell’ospedale – che rischia drastici tagli di unità. La diminuzione dei dipendenti sta già creando enormi disagi al funzionamento del polo sanitario romano. I lavoratori, esasperati, hanno richiesto alle Istituzioni competenti urgenti soluzioni a questo dramma e sono arrivati ad occupare l’ufficio del Dirigente. Per il momento il grido lanciato a Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, sembra non essere stato ascoltato.

La protesta

Dal 22 settembre tende e striscioni di protesta stazionano h24 davanti l’ingresso del Policlinico di Tor Vergata, divenuto il presidio degli OSS e degli Ausiliari ospedalieri che stanno lottando per evitare il taglio di 70 lavoratori – rispetto ai 330 presenti ora. Dopo una serie di riunioni, a cui hanno partecipato i sindacati di base (CISL, UIL, CGIL e USB), i lavoratori hanno deciso di passare ai fatti: lunedì 29 settembre è stato occupato l’ufficio del nuovo Dirigente ospedaliero, azione di protesta per spingere Zingaretti a far visita ai dipendenti in rivolta. “Se abbiamo ottenuto qualcosa è grazie a noi ausiliari e OSS”, spiega Barbara Blasi, dipendente OSS dell’”Arcobaleno srl” e sindacalista USB. “Il problema è che dal I ottobre i lavoratori in “esubero” sono stati mandati in ferie forzate dall’azienda “Arcobaleno” -la precedente affidataria dell’appalto. Inoltre, a causa dell’entrata della Coop. Sociale Nuova Sair si potrebbe verificare una gara al ribasso, cioè si richiederà un nuovo taglio dei dipendenti”. La soluzione proposta dal personale è una sola: tagliare gli sprechi, partendo dall’alto, però. Sotto accusa il numero elevato di primari per reparto e il contratto a tempo indeterminato, a cui sono sottoposti gli OSS e gli Ausiliari, che non permette un risparmio e che potrebbe essere sostituito dall’ internalizzazione dei dipendenti.

Le cause della protesta

Per 14 anni il servizio degli OSS è stato appaltato all’ “Arcobaleno Srl”. Oggi l’azienda è stata liquidata dopo la nuova gara d’appalto del 2013 che, apparentemente, ha vinto. Infatti, solo formalmente la gestione del personale sanitario era stata riconfermata. Dopo un anno di proroghe, il 15 settembre è stato svelato il misfatto: la gara d’appalto non è stata vinta dall’ “Arcobaleno”, prima aggiudicataria, bensì da un’azienda che riunisce le ATI (Nuova Sair e Coop Service), arrivata seconda. Questo cambio di guardia, a quanto sembra, pare dettato da una serie di anomalie nella consegna di alcuni documenti da parte dell’ “Arcobaleno”. Dal I luglio, inoltre, si è insediato il nuovo Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata, la Dott.ssa Tiziana Frittelli, con il compito di monitorare i conti dell’Azienda Ospedaliera e tagliare dove necessario. A detta della stessa Frittelli, la richiesta di internalizzazione del personale del PTV sarebbe un obiettivo irraggiungibile: impossibile venire ammessi tutti nella deroga del 15% al Piano di Rientro previsto per la Regione Lazio. Il motivo dei tagli sarebbe anche un esubero del numero delle ore effettuate dai dipendenti, verificatosi per le richieste di più personale per vari servizi del PTV e che l’azienda “Arcobaleno srl” forniva.

Le risposte delle Istituzioni

La questione dei licenziamenti è stata affrontata durante due sedute del Consiglio Municipale del VI Municipio. Nell’ultima, il 2 ottobre, il consigliere Argenti (Lista Civica) ha proposto una mozione per salvaguardare i 70 posti di lavoro e il corretto funzionamento del Policlinico, dove si chiedeva al Presidente Scipioni, inoltre, di sollecitare un tavolo di trattative con il Presidente Zingaretti, tutti e due in quota PD, tra l’altro. La mozione potrebbe rimanere solo un foglio dimenticato nel cassetto, dato che, per il momento, il Municipio sembra immobile, ad eccezione del M5S, che ha seguito la vicenda fin dall’inizio, anche se si è astenuta dal votare la mozione “perché richiesto dai cittadini”. Silenzio anche da parte dei vertici dell’Università degli Studi di Tor Vergata e del Rettore Novelli. Chi invece sembra interessato al problema dei lavoratori OSS e degli Ausiliari del PTV è il Ministero della Salute, che ha ricevuto, dopo giorni di proteste, una delegazione di dipendenti l’ 8 ottobre. L’incontro ha previsto l’apertura del tavolo delle trattative e i funzionari, pur propositivi, non hanno alimentato false promesse di internalizzazione tra i lavoratori. Il punto d’inizio sembra buono. L’appuntamento per un secondo incontro è previsto il 28 ottobre.

La posizione dei sindacati

Le riunioni dei dipendenti hanno dimostrato, poi, il difficile rapporto tra i sindacati (CGIL, UIL, CISL, USB). Durante le prime battute della vicenda, si è notata una netta separazione tra i rappresentanti sindacali “esterni” che non sembravano voler concretizzare la manifestazione di protesta dei lavoratori, ma prendere tempo, e i rappresentanti sindacali “interni”, alcuni lavoratori. I dipendenti, che volevano conoscere le conseguenze (anche penali) di ipotetiche azioni, come l’ occupazione o il blocco del servizio, hanno più volte espresso pareri contrari verso la linea più morbida proposta dai rappresentanti sindacali “esterni”, che hanno mancato di concretezza. Nelle fasi centrali, invece, le forze si sono apparentemente unite: “Prima di essere sindacalisti, siamo tutti colleghi. Abbiamo un obiettivo unico e comune: lottare per la salvaguardia del posto di lavoro di 70 persone”, commentano Barbara Blasi, del sindacato USB, e Sergio Zucari, della CISL. “Fuori l’Ospedale non sono state piantate bandiere di colori politici o sindacali e questa è la dimostrazione che non vogliamo essere divisi da ideologie. Il nostro interesse, ora, è di garantire i diritti ai lavoratori e ai cittadini”, continua Zucari. La vera vittoria, nonostante ancora il loro destino sia in bilico, è dei manifestanti. Risulta impagabile il coraggio e la determinazione dei centinaia di Ausiliari e di OSS che la notte hanno dormito al freddo davanti all’ingresso del PTV, che hanno fatto sentire la loro voce e che hanno ottenuto incontri, tavoli delle trattative con le Istituzioni regionali e nazionali solo con le proprie forze.

Le conseguenze dei tagli: Policlinico a singhiozzo

La situazione che si prospetta è delle più infelici: se questi tagli verranno effettuati, il servizio non sarà più garantito. Il carico di lavoro per gli OSS – che potrebbero avere anche 3 reparti – è inaccettabile. E il problema non ricadrà solo sui lavoratori, ma anche sui pazienti che ogni giorno affollano le corsie dell’ospedale. Dal I ottobre, data dell’inizio delle “ferie obbligatorie”, gli ambulatori ed i reparti sono al collasso. È di pochi giorni fa la notizia di liti all’interno dei reparti, dove gli infermieri non svolgono i lavori destinati agli OSS, e lamentale da parte degli stessi pazienti, straziati dall’attesa interminabile di servizi essenziali. Stessa situazione negli ambulatori dove prima il personale ausiliario e OSS garantiva un controllo sul servizio e dove ora regna il caos. Caos dove né il diritto alla salute né quello al lavoro sono garantiti.

Melissa Randò

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