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A Ponte di Nona “Non c’è posto per te”

Manifestazione PDN6Le graduatorie per le scuole comunali chiudono le porte delle materne ad almeno 600 bambini di Ponte di Nona e Colle degli Abeti. I genitori si riversano in  strada.

Oggi, come tutti i fine settimana, Ponte di Nona si prepara ad accogliere i primi assaltatori del centro commerciale Roma Est. Le vie principali del quartiere come via Raul Chiodelli, via Giorgio Grappelli, via Luciano Conti, via Natale Prampolini e piazzale Muggia con il passare delle ore si riempiono di centinaia e centinaia di automobilisti. Lo scorso 20 aprile su queste stesse strade però non c’erano macchine ma un’ onda verde, verde come il colore della speranza, la speranza in un futuro migliore.

Bambini, mamme, papà, docenti e gli organizzatori della manifestazione “Non c’è posto per te”, i comitati di quartiere Nuova Ponte di Nona e Colle degli Abeti, con indosso cappelli, maglie o semplici indumenti verdi hanno sfilato uniti per una sola causa: il diritto all’istruzione. Diritto sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione che inizia così:  “La scuola è aperta a tutti.” O quasi tutti, perchè a Ponte di Nona, quartiere dell’estrema periferia est della capitale d’Italia si protesta ancora per un diritto fondamentale della persona. La miccia è esplosa con l’uscita delle graduatorie delle scuole comunali per le materne che hanno registrato un esubero di almeno 600 bambini costringendo giovani famiglie a ripiegare su costosi istituti privati. Così il popolo dei passeggini, 200 le persone stimate, si sono date appuntamento alle ore 10 in piazzale Muggia e hanno attraversato le vie principali del quartiere gridando allo scandalo per una situazione denunciata da tempo.

Il corteo è terminato in via Prampolini dove Patrizia Magnanimo, membro del CdQ Nuova Ponte di Nona ha preso la parola: “Le cinque aule e il refettorio del piano terra della scuola Prampolini non sono utilizzate da anni e versano in un grave stato di degrado: i tombini sono pieni di melma, ci sono infiltrazioni d’acqua e gli scarichi idrici non funzionano. è una vergogna delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e del municipio considerando la nostra difficile situazione. Tutti ne sono a conoscenza ma nessuno si muove. Abbiamo anche chiesto la costruzione di scuole ecosostenibili che hanno un ottimo rapporto qualità – prezzo e che sono realizzabili in poco tempo ma al Comune non importa”. Bruno Foresti, presidente del CdQ, ha invece richiamato l’attenzione sull’ asilo nido di via Oscar Romero, completato ma chiuso in attesa dell’allaccio del gas. Se i numerosi appartamenti di zona venissero completamente occupati, quanti esuberi ci sarebbero nei prossimi anni? E come sarà risolta la conseguente emergenza delle elementari? Ciò che oggi rimane della manifestazione è uno striscione che campeggia su piazzale Muggia ma anche tanta rabbia, rassegnazione e mille interrogativi.

Valeria Pichini

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